L'autonomia
e la responsabilizzazione degli istituti deve essere accompagnata
da un adeguato dispositivo di monitoraggio. Attraverso lo
sviluppo di un appropriato sistema di indicatori, le unità
centrali dovrebbero essere in grado di conoscere le caratteristiche
sia del sistema scolastico nel suo complesso sia dei singoli
istituti.
Anche il singolo istituto infatti deve disporre di un efficace
sistema di monitoraggio per poter orientare le proprie scelte,
valutare l'esito delle proprie attività e definire
la destinazione delle risorse a sua disposizione.
In questo campo è necessario allacciare rapporti
di collaborazione sul piano nazionale e su quello internazionale
(vedi progetto indicatori dell'OCSE, progetto europeo di
autovalutazione della qualità della scuola, ecc.).
Si tratta di un ambito d'intervento ambizioso e irrinunciabile
se si vuole assicurare un ulteriore sviluppo qualitativo
al nostro sistema scolastico. L'accresciuta autonomia degli
istituti implica necessariamente che questi debbano in un
qualche modo "rendere conto" del proprio operato.
Proprio in virtù dei maggiori margini di libertà,
infatti, aumentano anche le esigenze di un "controllo
della qualità" che sia il più possibile
affidabile. Questo controllo deve avvenire su vari piani
e secondo diverse modalità.
È opportuno in primo luogo distinguere almeno tre
ambiti, che possono essere denominati: input, processi e
output.
Gli input si riferiscono ai quadri di riferimento, alle
risorse materiali, finanziarie e umane. I processi descrivono
sia le componenti dell'istituto (direzione, organizzazione,
clima) che quelle più legate all'insegnamento (processi
di insegnamento e apprendimento, relazioni sociali, valutazione,
ecc.). Gli output sono invece riconducibili alla soddisfazione
degli utenti, ai risultati degli allievi in termini di apprendimento
e di carriera scolastica e professionale.
La complessità e la diversità di questi elementi
impongono anche una diversità di strumenti per un
loro corretto monitoraggio. In linea generale, si può
dire che gli input e gli output possono essere considerati
attraverso la costruzione e l'utilizzo di indicatori statistici.
Potrebbe a questo proposito essere interessante collegarsi
con un progetto attualmente in fase di sviluppo in Romandia.
Per quanto riguarda i processi, si rendono invece necessarie
delle metodologie di rilevamento e di analisi dei dati più
qualitative, attente ad un'accurata descrizione dei fenomeni.
Tale approccio si rivela necessario per una corretta interpretazione
degli elementi emersi dagli altri aspetti del monitoraggio.
Questo tipo di monitoraggio, può assumere due diverse
forme, tra di loro complementari: esterno o interno. Il
primo viene effettuato da un organismo esterno all'istituto
scolastico. Il secondo assume la forma di un'autovalutazione
- secondo parametri oggettivabili - da parte degli attori
stessi. Ciò permette loro di innescare un processo
di automonitoraggio molto salutare al processo di miglioramento
della qualità.
In generale si può osservare, a livello della ricerca
internazionale, la tendenza a combinare gli approcci quantitativo
e qualitativo, come pure l'etero e l'autovautazione nell'ambito
del controllo della qualità.
Un contributo all'approfondimento di quest'area sarà
assicurato dalle esperienze fin qui svolte dall'Ufficio
studi e ricerche del DIC. Inoltre si potranno considerare
l'esito delle attività di valutazione insite nei
sistemi di assicurazione della qualità introdotte
nelle scuole professionali e il progetto di A2000 Controlling
che coinvolge pure il settore scolastico.
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