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  Servizio di sostegno pedagogico
  Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
Divisione scuola - Ufficio insegnamento medio
   
  Presentazione
   
  Che cos’è il Servizio di sostegno pedagogico (SSP)?
( scarica l'opuscolo informativo, aggiornato al 10.09.09)
   
 
     
 

Da alcuni anni il SSP è al centro di una profonda revisione per rispondere ai nuovi bisogni e alle mutate condizioni all'interno della scuola media.

Maggiori dettagli si trovano nel documento del collegio dei Capigruppo (25 aprile 2004) www.scuoladecs.ti.ch/ssp/doc_SSP.htm oppure i testi relativi alla consultazione sulle proposte di modifica di leggi e regolamenti (aprile 2006 ) www.scuoladecs.ti.ch/ssp/riformaSSP-consultazione.htm

 
     
   
 

E’ un servizio scolastico gratuito presente in ogni sede scolastica.
Lo scopo del SSP è quello di integrare tutti gli allievi nella scuola media favorendo la crescita della personalità e delle potenzialità secondo le possibilità cognitive, affettive e sociali di ogni allievo.
Compiti del SSP :
- prevenire le possibili difficoltà scolastiche o d'inserimento nella vita scolastica;
- favorire lo sviluppo di pratiche d’insegnamento rispettose delle differenze individuali;
- intervenire prendendo a carico gli allievi che hanno difficoltà specifiche.

Operando insieme agli allievi, ai docenti, alle famiglie e alla direzione della scuola, il SSP deve confrontarsi con esigenze e priorità estremamente eterogenee.
I docenti di sostegno pedagogico (DSP) sono quindi chiamati a mediare tra le persone, privilegiando i bisogni dell’allievo, senza trascurare le necessità e la disponibilità di tutte le persone coinvolte.


Quali difficoltà può incontrare un allievo?

In ambito scolastico, si possono incontrare allievi con vari tipi di difficoltà che possono essere riconducibili a diverse cause:
- alunni con un rendimento scolastico inadeguato e che non riescono a seguire il ritmo degli apprendimenti della classe;
- alunni con difficoltà d’adattamento: sono quegli allievi che hanno difficoltà a comprendere e accettare le richieste e le regole che provengono dagli insegnanti, dalla vita della classe, dai genitori e che si manifestano sul piano del comportamento e del rendimento;
- alunni con disturbi specifici d’apprendimento: questi disturbi possono essere riconosciuti attraverso esami specifici e sulla base dei risultati scolastici.


  Come interviene il docente di sostegno pedagogico?

Il lavoro del DSP può svolgersi:
- a stretto contatto con i docenti proponendo e realizzando modalità e percorsi didattici a favore, in particolar modo, degli allievi in difficoltà;
- tramite incontri con i genitori, nei quali fornire consulenze sia sul piano psicologico, sia sul piano educativo;
- quando l’allievo manifesta o necessita una relazione educativa privilegiata, l’intervento prevede la presa a carico diretta dell’allievo durante le ore scolastiche. Il lavoro può svolgersi di regola durante un’unità di 45 minuti, una o due volte la settimana in classe o nel locale di sostegno pedagogico, individualmente o in gruppo.

Il lavoro del DSP prevede:
- Il riconoscimento di situazioni problematiche attraverso i contatti diretti con l’allievo, la classe, e la segnalazione delle persone coinvolte;
- Il bilancio delle difficoltà da parte dell’operatore di sostegno pedagogico;
- La definizione di un progetto psicopedagogico concordato tra i docenti, il DSP, i genitori e l’allievo nel quale siano previsti:
• un’analisi e descrizione della situazione;
• una definizione degli obiettivi tra le parti coinvolte;
• una ripartizione delle responsabilità tra le persone a contatto con l’allievo;
• uno scambio continuo e regolare d’informazioni.

In quali contesti si svolge l’attività del SSP?

Le modalità con le quali le diverse attività si realizzano dipendono dal contesto specifico dell’istituto e dalle particolarità delle persone coinvolte.
Le attività si svolgono in vari ambienti:
- in classe, durante le normali attività e/o durante le ore di classe grazie alla disponibilità e alla collaborazione dei docenti;
- nei vari organi dell’istituto scolastico (consigli di classe, gruppi di docenti o genitori, collegio docenti);
- nei contatti personali con i docenti, la direzione, le famiglie o i servizi esterni alla scuola;
- nell’aula di sostegno attraverso contatti personali o con un gruppetto di allievi.

Che cos'è il Corso pratico

Per gli allievi che hanno accumulato parecchie difficoltà e insuccessi scolastici, la scuola può proporre una parziale sostituzione di una o più materie con il Corso pratico. Con questa misura si cerca di ridare fiducia all’allievo, di rassicurarlo nelle sue capacità e possibilità di riuscita, di colmare le lacune scolastiche e pratiche indispensabili per affrontare le esigenze di una formazione professionale.

L’iscrizione al Corso pratico è riservata agli allievi che:
- hanno raggiunto i tredici anni di età;
- hanno accumulato un ritardo scolastico in molte materie pregiudicando l’apprendimento dei contenuti successivi;
- hanno perso la motivazione e non riescono ad approfittare dell’insegnamento impartito dal docente all’intera classe;
- il loro interesse è già rivolto al mondo del lavoro, a scapito della motivazione per le attività proposte dalla scuola.

L’iscrizione al Corso pratico non pregiudica l’ottenimento della licenza e necessita del consenso della famiglia.
Alla fine dell’anno scolastico, l’allievo riceverà dal docente di Corso pratico una nota numerica, analogamente a quanto avviene per le altre discipline scolastiche.
Limitatamente alla classe IV e quando le materie d’esonero sono almeno due, il voto positivo di Corso pratico compensa l’assenza di una nota.

Ad ogni allievo viene proposto un programma individuale riferito ai suoi specifici bisogni. Concretamente, le attività possono consistere:
? nella ripresa di conoscenze scolastiche fondamentali attraverso lavori pratici;
? nell'aiuto allo studio e preparazione delle verifiche;
? nello sviluppo dell'autonomia e delle abilità sociali;
? nell'organizzazione di visite in azienda e tirocini professionali;
? nell'attività di espressione creativa...


Come è organizzato il SSP-Scuola Media in Ticino?

- In ogni istituto scolastico vi sono degli operatori del Servizio di sostegno pedagogico, definiti “docenti di sostegno pedagogico” (DSP), che hanno una formazione psicopedagogica.
- In Ticino vi sono sei gruppi regionali diretti da un capogruppo che coordina le attività degli operatori, assicura i contatti con gli altri servizi specialistici, collabora con le direzioni, promuove l’aggiornamento, supervisiona e vigila sul lavoro svolto dai docenti di sostegno pedagogico.

Chi può contattare direttamente il DSP?

Vi sono diverse possibilità per chiedere una consulenza o un intervento:
- L’allievo può avvicinare direttamente il docente di sostegno pedagogico recandosi nella sua aula e chiedere un appuntamento.
- I genitori possono richiedere un colloquio con il DSP telefonando alla Segreteria della scuola.
- I docenti - in particolare il docente di classe- segnalano le situazioni di difficoltà al SSP.

     

Presidente collegio dei capigruppo

Raffaele Gabutti

 
tel.+41 91 816 06 27
 
 
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Ultimo aggiornamento: 15.09.09  |  Informazioni legali  |  Requisiti minimi  |  Contatta il webmaster