| Come interviene
il docente di sostegno pedagogico?
Il lavoro del DSP può svolgersi:
- a stretto contatto con i docenti proponendo e realizzando
modalità e percorsi didattici a favore, in particolar
modo, degli allievi in difficoltà;
- tramite incontri con i genitori, nei quali fornire consulenze
sia sul piano psicologico, sia sul piano educativo;
- quando l’allievo manifesta o necessita una relazione educativa
privilegiata, l’intervento prevede la presa a carico diretta
dell’allievo durante le ore scolastiche. Il lavoro può
svolgersi di regola durante un’unità di 45 minuti,
una o due volte la settimana in classe o nel locale di sostegno
pedagogico, individualmente o in gruppo.
Il lavoro del DSP prevede:
- Il riconoscimento di situazioni problematiche attraverso
i contatti diretti con l’allievo, la classe, e la segnalazione
delle persone coinvolte;
- Il bilancio delle difficoltà da parte dell’operatore
di sostegno pedagogico;
- La definizione di un progetto psicopedagogico concordato
tra i docenti, il DSP, i genitori e l’allievo nel quale siano
previsti:
• un’analisi e descrizione della situazione;
• una definizione degli obiettivi tra le parti coinvolte;
• una ripartizione delle responsabilità tra le persone
a contatto con l’allievo;
• uno scambio continuo e regolare d’informazioni.
In quali contesti si svolge l’attività
del SSP?
Le modalità con le quali le diverse attività
si realizzano dipendono dal contesto specifico dell’istituto
e dalle particolarità delle persone coinvolte.
Le attività si svolgono in vari ambienti:
- in classe, durante le normali attività e/o durante
le ore di classe grazie alla disponibilità e alla collaborazione
dei docenti;
- nei vari organi dell’istituto scolastico (consigli di classe,
gruppi di docenti o genitori, collegio docenti);
- nei contatti personali con i docenti, la direzione, le famiglie
o i servizi esterni alla scuola;
- nell’aula di sostegno attraverso contatti personali o con
un gruppetto di allievi.
Che cos'è il Corso pratico
Per gli allievi che hanno accumulato parecchie difficoltà
e insuccessi scolastici, la scuola può proporre una
parziale sostituzione di una o più materie con il Corso
pratico. Con questa misura si cerca di ridare fiducia all’allievo,
di rassicurarlo nelle sue capacità e possibilità
di riuscita, di colmare le lacune scolastiche e pratiche indispensabili
per affrontare le esigenze di una formazione professionale.
L’iscrizione al Corso pratico è riservata agli
allievi che:
- hanno raggiunto i tredici anni di età;
- hanno accumulato un ritardo scolastico in molte materie
pregiudicando l’apprendimento dei contenuti successivi;
- hanno perso la motivazione e non riescono ad approfittare
dell’insegnamento impartito dal docente all’intera classe;
- il loro interesse è già rivolto al mondo del
lavoro, a scapito della motivazione per le attività
proposte dalla scuola.
L’iscrizione al Corso pratico non pregiudica l’ottenimento
della licenza e necessita del consenso della famiglia.
Alla fine dell’anno scolastico, l’allievo riceverà
dal docente di Corso pratico una nota numerica, analogamente
a quanto avviene per le altre discipline scolastiche.
Limitatamente alla classe IV e quando le materie d’esonero
sono almeno due, il voto positivo di Corso pratico compensa
l’assenza di una nota.
Ad ogni allievo viene proposto un programma individuale riferito
ai suoi specifici bisogni. Concretamente, le attività
possono consistere:
? nella ripresa di conoscenze scolastiche fondamentali attraverso
lavori pratici;
? nell'aiuto allo studio e preparazione delle verifiche;
? nello sviluppo dell'autonomia e delle abilità sociali;
? nell'organizzazione di visite in azienda e tirocini professionali;
? nell'attività di espressione creativa...
Come è organizzato il SSP-Scuola
Media in Ticino?
- In ogni istituto scolastico vi sono degli operatori del
Servizio di sostegno pedagogico, definiti “docenti di sostegno
pedagogico” (DSP), che hanno una formazione psicopedagogica.
- In Ticino vi sono sei gruppi regionali diretti da un capogruppo
che coordina le attività degli operatori, assicura
i contatti con gli altri servizi specialistici, collabora
con le direzioni, promuove l’aggiornamento, supervisiona e
vigila sul lavoro svolto dai docenti di sostegno pedagogico.
Chi può contattare direttamente il
DSP?
Vi sono diverse possibilità per chiedere una consulenza
o un intervento:
- L’allievo può avvicinare direttamente il docente
di sostegno pedagogico recandosi nella sua aula e chiedere
un appuntamento.
- I genitori possono richiedere un colloquio con il DSP telefonando
alla Segreteria della scuola.
- I docenti - in particolare il docente di classe- segnalano
le situazioni di difficoltà al SSP.
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